domenica 19 febbraio 2012

Frittelle che si mangiano di nascosto

L'odore di strutto sfrigolante l'ho sentito ancora prima di entrare in casa, ma questa volta, niente chiacchiere di carnevale. Mamma Giusi ha optato per le frittelle e ha colto nel segno. 
Per una volta non parlerò di una ricetta cucinata da me, anche perché si tratta di un dolce, ambito in cui di solito ottengo risultati assai mediocri. Mamma Giusi invece ha talento e palato. Ama fare dolci non troppo dolci, è ligia alle ricette, anche se non manca mai di personalizzarle in base a quel che c'è e a quel che manca nella dispensa.
Questa volta ha optato per queste "Frittelle che si mangiano di nascosto", preparate appena prima del pranzo domenicale e servite a tavola ancora tiepide, ma solo dopo averci sfamato con uno sformato di paccheri al ragù e un arrosto con patate al forno. Con tutta la famiglia riunita attorno al tavolo, io e la mia morosa, mio fratello e sua moglie, papà, mamma e nipotini urlanti, mettere le mani sulle frittelle è stata un'operazione da svolgersi nella segretezza più assoluta.
La mia morosa osservava me, mia madre osservava mio padre, mio fratello osservava sua moglie, come sentinelle pronte a colpire al primo movimento delle mani in direzione delle fragranti frittelle, coperte da zucchero a velo. Ognuno costruiva il proprio diversivo, distraendo il proprio controllore o sfruttando la più piccola distrazione. C'era chi raccontava una barzelletta e s'infilava la frittella in bocca nel momento esatto in cui gli altri socchiudevano gli occhi nella smorfia della risata; Chi urlava ai bambini di stare attenti a non farsi male e, nell'istante in cui gli altri si giravano per vedere cosa accadesse, gnam, la frittella era già mezza masticata; Chi chiedeva di portare il caffè in tavola e di frittelle ne mangiava due nel breve percorso che l'altro avrebbe fatto dalla sala alla cucina. Di fquestirittelle ce n'erano due vassoi e ne è rimasta soltanto una, la frittella della vergogna, ma nella notte farà la fine di tutte le altre.

Per preparare queste frittelle bisogna far riprendere l'uva passa in 50 grammi di rum per una mezz'ora. Poi, rompere tre uova e amalgamarle a 120 grammi di zucchero. Unire 50 grammi di latte, l'uvetta e il rum, un goccio di grappa, il contenuto di una stecca di vaniglia, 50 grammi di olio evo, una grattata di scorza di arancia e un goccio di succo. Aggiungere poi, poco alla volta e continuando a mescolare, 450 grammi di farina bianca, una bustina di lievito per dolci e un pizzico di sale. Quando il composto sarà ben amalgamato, farlo riposare per venti minuti in frigo. Nel frattempo far sciogliere lo strutto in una pentola e, quando avrà raggiunto la giusta temperatura per cominciare a friggere, iniziare a versare l'impasto servendosi di due cucchiai. Quando le frittelle si saranno gonfiate e dorate, levarle dall'olio e appoggiarle su un vassoio con carta assorbente. Completare con lo zucchero a velo e servire calde.


INGREDIENTI: 3 uova, 450 grammi di farina,120 grammi di zucchero, 50 grammi di rum, un bicchierino di grappa, un arancia, una stecca di vaniglia, uva passa, lievito per dolci, 50 grammi di olio extravegine, sale.

8 commenti:

  1. ahah! che bella domenica in famiglia! :-D

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  2. eh si, le frittelle fanno sempre questa fine!
    delizioso il racconto, mi ha molto divertito!

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    1. E' sempre un piacere verdi passare di qui

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  3. Non sempre si usa lo strutto per friggere i dolci ma..rendono i dolci indimenticabili come queste frittelle..
    Perchè poi mangiarle di nascosto??
    Bisogna fare onore pubblicamente a questa delizia!!

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    1. A casa dei miei lo strutto si usa giusto a carnevale...

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  4. le ghiottonerie si mangiano sempre di nascosto :-))

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Grazie per le tue parole